Avv. Francesco Longo

Il dolo specifico nel delitto di furto: l’art. 624 c.p.

L’art. 624 c.p. prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa da euro 154 a 516 nei confronti di «chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri». In relazione all’elemento soggettivo del delitto di furto, in giurisprudenza […]

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Sinistro in discesa dall’autobus: diritto al risarcimento

Mevio acquistava il biglietto di viaggio del trasporto pubblico comunale e saliva a bordo dell’autobus di proprietà della società titolare della gestione del servizio, Beta S.r.l.. Arrivato a destinazione, mentre Mevio scendeva dall’autobus in sosta, il conducente del mezzo riprendeva improvvisamente la marcia senza attendere che il passeggero fosse completamente sceso. A causa dell’improvvisa manovra,

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Le tabelle millesimali provvisorie nella ripartizione delle spese condominiali

Nella ripartizione delle spese condominiali, spesso può accadere che le delibere assembleari si fondino su tabelle millesimali provvisorie. Innanzitutto, occorre valutare sia la natura dell’invalidità (nullità o annullabilità) delle delibere di ripartizione delle spese fondate su tabelle millesimali provvisorie, sia i conseguenti termini di impugnazione. Sul punto, par d’obbligo chiarire che l’art. 1123, comma primo

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Acquisto di unità immobiliare in condominio: le spese insolute pregresse

Caio acquistava da Tizio in data 10 gennaio 2020, un’abitazione inclusa nel condominio Beta. Dopo tre mesi, riceveva dall’amministratore la richiesta di pagamento di una somma pari ad Euro 10.000,00 per i lavori di manutenzione dell’immobile. In particolare, le somme richieste si riferivano per € 7.000,00 al rifacimento della facciata effettuato all’anno 2016 e per

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Liquidazione della società e cancellazione dal Registro delle Imprese: i creditori insoddisfatti

La liquidazione è la fase conclusiva della vita della società, durante la quale l’attività di quest’ultima è limitata al realizzo delle attività ed il pagamento delle passività. L’eventuale attivo che residua, dopo il compimento di queste operazioni, viene rimborsato ai soci, proporzionalmente al capitale a suo tempo conferito da ciascuno.  La realizzazione dell’attivo, l’estinzione delle

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Addebito in sede di separazione giudiziale dei coniugi: l’infedeltà coniugale.

Quando i coniugi si separano, non poche volte, capita che uno attribuisca all’altro la colpa della rottura del matrimonio, in altre parole, gli “addebita” la separazione. In tal caso, il coniuge si rivolge al Giudice per chiedere la pronuncia di addebito, che può avvenire solo allorché sia accertata la sussistenza della violazione dei doveri coniugali 

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NULLITÀ DEL PRECETTO PER MANCATA MENZIONE DEL DECRETO DI ESECUTORIETÀ

A seguito di mancata opposizione, il decreto ingiuntivo diventa esecutivo solo dopo l’apposizione della dichiarazione di esecutorietà da parte del Giudice della fase monitoria (c.d. decreto di esecutorietà).  In tal caso, l’art. 654, secondo comma, c.p.c. dispensa il creditore da una seconda notifica del decreto in quanto l’intimato è parimenti tutelato dalla previsione della notifica

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